In caso di caduta il casco deve proteggere la testa dagli urti, spesso multipli e con punti di impatto differenti.
Il casco viene sottoposto a numerosi test per l'ottenimento dell'omologazione da parte delle autorità competenti che ne garantiscono la conformità alle norme vigenti.

1) Non tutti i caschi omologati sono ugualmente protettivi
Le normative impongono un livello tecnico di resistenza all'impatto sotto il quale non viene concessa l'omologazione.
Naturalmente esistono case costruttrici che mirano al solo raggiungimento dei livelli necessari per l'omologazione e quindi la vendita e altri, più meritevoli, che viceversa partono da quel livello per sviluppare un prodotto maggiormente sicuro e in grado di proteggere da urti superiori....agli standard minimi.
Un esempio per tutti potrebbe mettere a confronto alcune diverse filosofie costruttive a parità di superamento dell'omologazione. Uno dei punti cruciali nella costruzione di un casco è la scelta del giusto equilibrio tra rigidità della calotta esterna e della protezione morbida interna (polistirolo).
Ovviamente è possibile superare più facilmente alcuni test inserendo un'imbottitura interna più rigida (polistirolo compresso) che insieme ad una calotta esterna non troppo efficente può comunque superare il test. Diversa la scelta dei migliori produttori di avere un interno morbido (così da ridurre l'impatto sulla testa) e una calotta esterna sviluppata con materiali molto rigidi e resistenti (e qui gli studi sui materiali e loro utilizzo sono di esclusiva capacità dei migliori ingegneri).
2) Attenti alla garanzia
Solo i migliori produttori si sbilanciano garantendo il casco per più anni, ne è un esempio Arai che garantisce i suoi prodotti per 5 anni. Valutate questo valore come un indice della qualità del casco.

3) Oltre l'omologazione...la sicurezza
Naturalmente i test per l'omologazione sono ben conosciuti e permettono ad un costruttore 'mediocre' di concentrarsi durante la produzione sugli aspetti che meglio permettono di superare questo test. I migliori produttori, il cui livello qualitativo non pone dubbi riguardo l'ottenimento dell'omologazione, si concentrano sul cercare di produrre un casco che assorbe gli urti dove più serve, arrivando perfino a differenziare la densità del polistirolo (frontale, superiore, nuca ecc....)..
4) La misura del casco
Esattamente come avviene con scarpe e piedi anche la testa ha dimensioni molto diverse tra diverse persone. I produttori più risparmiosi naturalmente producono poche misure più o meno standard, ma il casco non è una t-shirt (S M L) bensì qualcosa che deve calzare perfettamente. Solo i produttori migliori permettono di scegliere anche tra una decina di differenti misure.
Un altro semplice 'trucco' produttivi potrebbe essere quello di realizzare diverse misure semplicemente aumentando o diminuendo lo spessore del polistirolo interno, mantendo unico lo stampo esterno (immaginate i risparmi nel costo) ma venendo a falsare quello che è il corretto rapporto tra gli spazi che magari si sono studiati in laboratorio per mesi se non anni.
I migliori produttori realizzano le diverse misure variando anche quella della calotta rigida esterna con stampi differenti.